MotoGP 2018, prime indicazioni dai tre giorni di test svolti a Sepang

La tre giorni di test svoltasi dal 28 al 30 gennaio a Sepang ha segnato l’inizio ufficiale della nuova stagione Motogp, ed ha rappresentato la prima delle tre sessioni di prove previste prima dell’inizio del campionato.

Quest’anno i prossimi test non si svolgeranno come d’abitudine sulla pista australiana di Phillip Island ma in Thailandia dal 16 al 18 febbraio, per consentire a squadre e piloti di prendere le misure al tracciato di Buriram, del tutto nuovo per la Motogp. Terzo ed ultimo appuntamento infine dal 1 al 3 marzo, in Qatar sul circuito di Losail che sarà anche teatro della prima prova di campionato, il 18 marzo. I test di Sepang rappresentano un banco di prova sempre impegnativo per tecnici e piloti. I primi mettono in campo i prototipi ormai quasi definitivi e ne verificano il potenziale, i secondi oltre al lavoro di scelta e selezione del miglior materiale si trovano alle prese con condizioni ambientali difficili per caldo ed umidità. Anche se è presto per trarre conclusioni, possiamo dire che qualcuno è ripartito dalla Malesia con riscontri confortanti, altri con qualche grosso punto di domanda e la certezza di avere ancora parecchio lavoro da fare.

DUCATI, PREMESSE CONFORTANTI
La casa bolognese si è presentata in forze all’appuntamento malese, con il collaudatore di lusso Casey Stoner che ha anticipato i piloti ufficiali effettuando una prima sgrossatura della GP 18 nella settimana precedente. Lorenzo e Dovizioso nel corso della prima giornata hanno svolto comparazioni tra la nuova moto e quella 2017, ed il lavoro è sembrato scorrere senza intoppi, con scelte tecniche che parevano già quasi definitive. Al contrario della scorsa stagione , quest’anno si è deciso di seguire un’unica direzione per la ciclistica, con medesimo telaio per entrambi i piloti. Visivamente la nuova moto appare diversa nella forma del serbatoio e del coperchio dell’airbox, difficile capire se questo possa significare anche un riposizionamento del centro di massa. Del resto nel corso della stagione 2017 Lorenzo aveva richiesto un costante innalzamento del baricentro, ed è molto probabile che si sia seguita questa strada. Entrambi i piloti hanno ottenuto ottimi riscontri sia sul giro che come passo gara, fino alla grande prestazione di Lorenzo nella mattina del terzo giorno, quando il maiorchino con 1.58.830 ha stabilito il giro più veloce mai fatto registrare da una Motogp a Sepang. Da rimarcare anche la prestazione di jack Miller che si conferma a suo ago e velocissimo con la Ducati. L’australiano, dispone della GP17 ma è stato costantemente nelle prime posizioni, dichiarandosi molto soddisfatto della moto. Un pò più in affanno Petrucci, che ha comunque confermato i giudizi positivi sulla GP18 che i piloti giudicano molto migliorata soprattutto n ingresso di curva. Anche il motore è stato rivisto con un piccolo incremento di potenza ma soprattutto un’erogazione più dolce e progressiva.
HONDA, DUBBI SUL MOTORE MA GRAN PASSO
Come sempre grande spiegamento di mezzi anche in casa HRC, con ben sei moto a disposizione di Marquez e Pedrosa. I due piloti potevano disporre ciascuno di una moto 2017 e due moto 2018 con differenti specifiche di ciclistica e di motore. Dopo qualche comparazione nel corso della prima giornata entrambi hanno accantonato la versione 2017 e si sono concentrati sulla nuova moto, portando in pista anche una nuova aerodinamica. Pedrosa è sempre stato molto veloce mentre Marquez, che pare non fosse in perfette condizioni fisiche, ha impressionato soprattutto sul passo gara, che è risultato il migliore in assoluto. Il campione del mondo ha parlato di dubbi soprattutto relativi alla scelta del motore, dubbi che saranno sciolti solo all’indomani dei prossimi test in Thailandia A conferma del gran potenziale Honda anche i tempi di Cal Crutchlow, ormai a tutti gli effetti terzo pilota ufficiale pur se in forza al team LCR.
YAMAHA, BUONE PREMESSE MA I DUBBI RESTANO
La nuova M1 2018, come al solito difficilmente distinguibile dalla precedente, sembrava essere partita col piede giusto, con ottimi riscontri nel corso delle prime due giornate. Vinales, fresco di rinnovo del contratto che lo lega a Yamaha fino a tutto il 2020, ha evitato di lanciarsi subito alla caccia del tempo concentrandosi invece sulla condizione di gara, lavoro fondamentale alla luce dei problemi di consumo gomme riscontrati lo scorso anno. Rossi ha ben impressionato, girando costantemente con ottimi tempi. Quello che ha positivamente impressionato è stata la facilità con cui entrambi i piloti miglioravano il crono appena scesi in pista, e questo è solitamente un ottimo segnale. Ma dopo due giorni col sorriso, al box yamaha sono ricomparsi i fantasmi. Probabilmente a causa della temperatura più alta infatti nel corso della terza giornata si sono ripresentate le inspiegabili difficoltà di grip e trazione incontrate lo scorso anno, ed a questo punto tutto sarà da riconsiderare nei prossimi test. Da segnalare che anche i piloti Yamaha avevano a disposizione due diverse specifiche di motore, con una in particolare che ha garantito maggiore potenza e ottime velocità massime.
SUZUKI, CHE RINS!
Segnali moderatamente positivi in casa Suzuki, l’inversione di rotta manifestatasi a fine 2017 sembra poter proseguire ed a Sepang è stato soprattutto Rins a ben impressionare. Il ragazzo spagnolo con un anno di esperienza sulle spalle può mettere in mostra tutto il talento già espresso in Moto2, ed inizia ad essere un termine di paragone impegnativo per Andrea Iannone. L’abruzzese dal canto suo ha vissuto una seconda giornata tribolata, con due cadute ed un motore in fiamme che hanno in parte condizionato le sue prove.
APRILIA, DUBBIO REDDING
La casa di Noale ha portato la moto 2018 e quella della passata stagione per le dovute comparazioni. La moto 2018 appare più abbondante nelle forme e sono stati provati due diversi telai, uno dei quali caratterizzato da uno spigolo nel montante laterale,. Aleix Espargaro si è dichiarato soddisfatto della nuova moto, confermando che Aprilia ha seguito al meglio le sue indicazioni, mentre continuano le difficoltà di Scott Redding. Dopo la problematica presa di contatto a Valencia, il ragazzone inglese stenta a trovare confidenza a conferma di come l’Aprilia non sia una moto di immediata interpretazione.
KTM, AFFINAMENTI COSTANTI
Evoluzione continua per la RC16, sulla quale non si sono viste grosse novità, La casa austriaca aveva in pista il collaudatore Kallio ed i due titolari Smith e Pol Espargaro ed è stato proprio quest’ultimo a portare la Ktm nella parte alta della classifica dei tempi prima di incappare in una tremenda caduta nel corso della seconda giornata. Niente fratture per lui ma forti contusioni q piedi e caviglie che lo hanno costretto a concludere anzitempo i test. La RC 16 conferma i progressi messi in mostra nel corso della passata stagione e si avvia ad essere presto ambita anche da qualche top rider.
TEAM TECH 3, PILOTA CERCASI
Situazione paradossale quella che sta vivendo il Team Yamaha Tech 3 di Hervè Poncharal. Il manager transalpino si trova ad affrontare la stagione ancora senza il pilota da affiancherà Joann Zarco. Dopo i problemi di salute che lo avevano costretto a fermarsi lo scorso anno, il tedesco Thomas Folger ha infatti comunicato la sua rinuncia a partecipare al campionato 2018. Un fulmine a ciel sereno per il team, con contratti firmati ed impegni presi con gli sponsor e nessuna valida alternativa all’orizzonte, almeno al momento, senza contare la grossa probabilità che anche zarco, a fine 2018, possa andarsene ed approdare ad un team ufficiale.
GOMME ED AERODINAMICA
Sul fronte gomme potrebbe essere arrivato finalmente il momento della stabilità. Pietro Taramasso, subentrato a Nicolas Goubert nel ruolo di responsabile competizioni di Michelin, ha annunciato che non saranno introdotte novità a livello di carcasse e profilo, con solo minime variazioni di mescole. Si spera così che i costruttori possano contare su un riferimento più stabile e preciso, dopo il delirio di novità a getto continuo delle passate stagioni. Per quanto riguarda invece l’aerodinamica, il pretestuoso divieto delle alette applicate ha sortito l’effetto opposto, con l’introduzione di carenature che integrano le medesime appendici aggirando di fatto la regola, con buona pace della sicurezza e della riduzione dei costi.
Alfonso Paduano

Ammalato di motociclette fin da bambino, inizia la carriera lavorativa come venditore di accessori ed abbigliamento moto presso uno storico negozio milanese. Dopo esperienze professionali maturate in ambiti diversi torna ad operare nel settore automotive presso concessionarie auto e moto, iniziando inoltre a collaborare con siti e blog motociclistici occupandosi principalmente di motorsport. Dal 2017 cura la sezione Motogp e Superbike della testata giornalistica online Motor & Fashion Magazine.

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