MotoGP, dai test di Sepang i primi verdetti

La tre giorni di test ufficiali svoltasi la scorsa settimana ha visto al lavoro squadre e piloti in vista dell’inizio della stagione 2019, cui manca ormai poco meno di un mese. Tra qualche defezione annunciata, come quella di Jorge Lorenzo, e più di un pilota alle prese con convalescenze e problemi fisici il lavoro è stato comunque molto intenso grazie a tre giornate di tempo bello e caldissimo.

I puntuali acquazzoni pomeridiani di Sepang stavolta non si sono visti e questo ha consentito di avere a disposizione una pista molto gommata e veloce, con prestazioni da record nell’ultima giornata. Le indicazioni emerse non possono considerarsi verdetti definitivi ma permettono di farsi un’idea sul livello raggiunto dalle varie squadre, tutte alle prese con novità di ciclistica e motore. Dopo la ventilata proposta di vietare le appendici aerodinamiche, pare essere ripresa la sperimentazione in questo campo, che vede come al solito Ducati in prima linea. Ricordiamo che il regolamento in tal senso è diventato più restrittivo, con la possibilità di omologare una sola soluzione aerodinamica, con numero di profili fisso e non più variabile.

Honda, grande potenziale nonostante gli infortuni

Non si può dire che il team campione del mondo stia vivendo un inizio di stagione facile, a causa dei problemi fisici dei suoi piloti. Con Lorenzo assente e Marquez fortemente condizionato dalla spalla in via di guarigione la casa dell’ala dorata ha dovuto fare affidamento sul collaudatore Stefan Bradl per gran parte del lavoro. Marquez ha dovuto infatti dosare le energie, fermandosi sempre nelle prime ore del pomeriggio, ma ha comunque potuto scremare il materiale e definite gran parte delle scelte tecniche Stando alle sue dichiarazioni ancora non è stata deliberata la versione definitiva del motore 2019, con due diverse soluzioni tra cui scegliere. Una delle due versioni è caratterizzata da un incremento della coppia a scapito di un filo di potenza massima, con una avvertibile differenza nella rumorosità di scarico. Marquez non ha mai cercato la prestazione sul giro secco, ammettendo di non riuscire ancora a guidare al meglio, ma i suoi tempi sono stati comunque buoni. Forse il responso più chiaro è quello scaturito da Cal Crutchow che pur ancora non al meglio della condizione dopo l’infortunio alla caviglia è stato molto veloce e costante, riferendo di una moto più bilanciata, neutra e facile da guidare oltre che meno affaticante. Sul fronte aerodinamico si è notata la comparsa di un nuovo cupolino, meno tondeggiante e con un accenno di profilo deportante.

Ducati, veloce con tutti i piloti

Il verdetto espresso dalla terza giornata sembra essere perentorio, con le Ducati di Petrucci, Bagnaia, Miller e Dovizioso al vertice della classifica dei tempi ed il primato della pista letteralmente sbriciolato. Le rosse però non sono sembrate altrettanto irresistibili sul passo, ed il caldo torrido di Sepang ha confermato qualche problema di grip ancora da risolvere. Quello che è certo però è che la moto umorale, difficile ed ostica di qualche anno fa ha lasciato il posto al mezzo forse più equilibrato della categoria. Hanno impressionato in particolare le prestazioni di Pecco Bagnaia, che al debutto nella top class sta dimostrando in pieno tutto il suo potenziale. Ed è proprio il torinese a mettere l’accento su una moto molto intuitiva, quasi facile, qualcosa di davvero sorprendente e che testimonia il gran lavoro fatto a Borgo Panigale. La scelta del motore è fatta da tempo mentre sul nuovo telaio resta qualche perplessità, ed un verdetto definitivo ci sarà solo nei prossimi test in Qatar. Grande attenzione poi per la nuova carenatura ‘triplana’, con due diversi profili applicati al fianco carena in aggiunta alle consuete ‘tasche’ ai lati del cupolino.

Yamaha, novità in tutti i settori e qualche progresso

Molta attesa per la nuova Yamaha e grande spiegamento di forze da parte del costruttore di Iwata, che oltre alla squadra ufficiale schierava il team satellite Petronas ed il test team con Folger e Nakasuga. Non ci si è trovati di fronte ad una M1 rivoluzionata ma a detta di tecnici e piloti modifiche ed affinamenti hanno riguardato tutte le aree, dalla ciclistica, all’elettronica al motore. Il propulsore 2019 è stato deliberato, la versione presente era infatti solo una in luogo delle due messe a confronto a Jerez a fine 2018. I piloti lo giudicano positivamente anche se il passo avanti non pare così significativo. Sulla moto in generale i giudizi sono stati molto positivi dalla parte di Vinales ed un pò più tiepidi da quella di Valentino Rossi secondo il quale il gap dai migliori è ancora rilevante. Vinales è andato comunque molto forte soprattutto sul passo, mettendo a segno un’ottima simulazione di gara nella terza giornata. C’è da dire che anche in passato nei test il pilota spagnolo aveva impressionato, dunque attendiamo ancora prima di emettere un verdetto definitivo. Anche Yamaha ha presentato una nuova aerodinamica, con appendici simili a quelle dello scorso anno ma a profilo sdoppiato anziché singolo.

Suzuki, ottimi riscontri 

La casa di Hanamatsu pare aver fatto un grande passo avanti, proseguendo quel trend positivo iniziato già a metà 2018. Lo scorso anno Suzuki ha sfruttato al meglio le agevolazioni regolamentari svolgendo un intenso programma di test con il collaudatore Guintoli. Gran lavoro è stato fatto sul motore, che pativa un consistente gap dai migliori rivali ed ora pare essere all’altezza della situazione. Dal canto suo Rins, chiamato quest’anno a vestire i panni della prima guida appare sempre più consistente e veloce, per nulla intimorito dalla responsabilità. Sempre veloce nelle tre giornate Rins ha evidenziato soprattutto una grande efficacia sul passo, anche con le gomme usate. Insomma le GSXR sono da tenere d’occhio, potrebbero rappresentare la vera sorpresa del campionato.

Aprilia, nuovo metodo di lavoro e primi progressi. Mistero Iannone

L’arrivo di Massimo Rivola come amministratore delegato di Aprilia Racing potrebbe davvero segnare una svolta nell’impegno in MotoGP della casa di Noale. Rivola dopo un’esperienza ventennale in F1 dove è stato anche responsabile della Ferrari Driver Academy sembra aver portato metodo ed ordine nel lavoro del team. La sua presenza al muretto è stata notata ed apprezzata, permettendo a Romano Albesiano di concentrarsi unicamente sul discorso tecnico, quello che in effetti gli compete. La moto pare migliorata un pò su tutti i fronti ed Aleix Espargaro ha chiuso in ottima posizione la classifica dei tempi oltre ad aver portato a termine un’ottima simulazione di gara nel corso della seconda giornata. Ancora ombre invece dal lato di Andrea Iannone, che dopo aver girato pochissimo nei primi due giorni ha lasciato il posto al collaudatore Bradley Smith nella giornata conclusiva. L’abruzzese era in effetti in precarie condizioni fisiche, debilitato dagli antibiotici necessari a curare un’infezione alla bocca. Certo nei tre test finora disputati l’intesa tra il pilota e la moto di Noale sembra ancora molto lontana, i commenti sono stati vaghi ma pare già di cogliere qualche perplessità all’interno del box. In ogni caso Aprilia ha iscritto Bradley Smith come wild card alla prima gara in Qatar.

Ktm, qualche miglioramento per Zarco

Altra intesa problematica quella tra Johann Zarco e la Ktm, ma con qualche timido segnale positivo. Dopo i tribolati test a fine 2018 il francese ha stentato anche a Sepang, trovando un discreto miglioramento nel corso della terza giornata. Grande attenzione è stata posta sulla posizione di guida, con la RC16 che presenta un nuovo gruppo sella serbatoio per permettere al francese di trovare maggiore confidenza. Notevole sembra essere il risultato ottenuto sul motore, con un netto incremento di potenza che ha permesso a Pol Espargaro di far segnare la velocità più alta sul rettilineo di Sepang a quasi 330 orari. Certo per la casa austriaca sarebbe stato molto utile poter disporre del collaudatore di lusso Dani Pedrosa, ma lo spagnolo è atteso ad una lunga convalescenza dopo un complicato intervento chirurgico alla clavicola sinistra e tornerà in pista solo a primavera inoltrata. L’attesa si sposta ora sui prossimi e decisivi test di Losail, in programma dal 23 al 25 Febbraio
Alfonso Paduano

Giornalista Pubblicista Docente di educazione e sicurezza stradale Membro della Commissione Sportiva ACI-CSAI Campania Co-autore e conduttore del format TV Motor & Fashion Direttore responsabile della testata giornalistica online Motor & Fashion Magazine (piattaforma crossmediale sul mondo dell'Automotive, dei Motori, del Motorsport, della Moda, del Lifestyle e degli Eventi) Istruttore di Guida Sicura, Guida Sportiva Guida Veloce, Drifting Istruttore di Guida Sicura/Difensiva (Certificazione AIASCERT/Milano n° 008/2016) Istruttore di guida sicura della scuola di pilotaggio ASC Quattroruote Co-fondatore e Direttore Commerciale di "Guidare Sicuri" prima Scuola di Pilotaggio auto della Campania Referente tecnico ACI-Delegazione Napoli per la formazione negli istituti scolastici Formatore Driver Tester


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