MotoGP, test a Buriram, promossi e…rimandati

MotoGp, Si è conclusa la scorsa domenica la seconda delle tre sessioni di test ufficiali prima dell’inizio del campionato 2018. Per l’occasione piloti e squadre hanno fatto tappa in Thailandia, sulla pista di Buriram, già utilizzata dalla Superbike ma del tutto nuova per il mondiale prototipi che vi correrà in ottobre.

Una presa di contatto importante anche per Michelin visto che le gomme portate per l’occasione si sono rivelate inadatte a completare la distanza di gara, per cui saranno necessarie scelte differenti.Un tracciato forse tecnicamente poco probante, piuttosto corto e con frequenti staccate e ripartenze da bassa pista di Buriramvelocità, quindi abbastanza diverso da quello di Sepang ma che ha fornito rassicuranti conferme per alcuni e rafforzato incertezze in qualcun altro, Vediamo quindi squadra per squadra quelle che sono le indicazioni emerse, sulla scorta anche dei risultati ottenuti nei precedenti test malesi

HONDA, MAI COSì AVANTI NEL PRECAMPIONATO

Dopo i riscontri positivi di Sepang, Honda si conferma in modo ancora più perentorio in Thailandia, con il miglior tempo in tutte e tre le giornate e per giunta ottenuto da tre piloti diversi. Crutchlow, Marquez e Pedrosa nell’ordine hanno infatti staccato i migliori crono dopo aver scremato e testato tutte le possibili scelte di materiale. Restava da definire la specifica di motore, con due possibili soluzioni, una che privilegia la potenza agli alti regimi ed una con un’erogazione più morbida e meno appuntita, giudicata alla fine migliore da tutti i piloti.
Il gran livello di competitività mostrato dalla Rcv è un gran brutto segnale per i rivali, visto ch nel corso delle ultime stagioni Honda è riuscita a vincere nonostante avvii di stagione assai meno promettenti. E se eravamo soliti vedere il solo Marquez fare la differenza, stavolta la RCV 2018 sembra essere una base davvero ottima un pò per tutti i piloti, con Pedrosa e Crutchlow mai apparsi così in palla . Da segnalare anche le eccellenti prestazioni del ‘deb’ Nakagami con la seconda moto del team di Cecchinello, col giapponese che è sempre stato il più veloce dei rookie promossi dalla Moto2.

DUCATI, CERTEZZA DOVIZIOSO, DUBBIO LORENZO

Sono stati test confortanti anche per la Ducati, anche se la rossa non ha impressionato come in Malesia. Dovizioso è sempre più una certezza ed un pilastro irrinunciabile per la squadra e di questo i vertici aziendali dovranno assolutamente tenere conto. Il forlivese sembra aver raggiunto una maturità ed una sicurezza che gli consentono di organizzare e gestire al meglio ogni fase del lavoro di sviluppo. Andrea ha fatto tutte le scelte, comparato le diverse soluzioni e terminato il suo compito addirittura con un paio d’ore di anticipo nel corso della giornata finale. Ha giudicato la moto 2018 come la migliore Ducati mai avuta a disposizione e stesso giudizio positivo è stato espresso da Danilo Petrucci, che spesso fatica ad ingranare durante i test ed invece stavolta è stato costantemente tra i più veloci. Campanello d’allarme invece per Jorge Lorenzo, che dopo gli ottimi test malesi qui è andato completamente nel pallone, non riuscendo a venire a capo dei problemi in nessuna delle tre giornate .
Lo spagnolo è apparso molto nervoso, tanto che ci sono stati anche momenti di tensione all’interno del suo box, e dopo aver espresso commenti entusiastici sulla GP18 a Sepang, definendola ‘un capolavoro’, qui Jorge ha chiesto ed ottenuto di poter utilizzare una GP17 del team Pramac nel corso dell’ultima giornata, davvero disastrosa per lui e conclusa col ventiduesimo tempo a due secondi dalla vetta. Difficile trovare una spiegazione agli alti e bassi del maiorchino, forse troppo estremo nelle sue reazioni che passano dall’esaltazione allo sconforto con troppa facilità. Di certo il tipo di tracciato non era il più adatto per il suo stile di guida e non è escluso che un certo nervosismo sia dovuto anche alla spinosa questione del rinnovo contrattuale.
Con la GP17 del team Pramac ha fatto ancora molto bene l’australiano Jack Miller, sempre più a suo agio su una Ducati che pare non essere più lo spauracchio di tutti i piloti ma al contrario una moto con cui è più facile entrare in confidenza. Il bizzoso ‘Jackass’ sarà da tenere d’occhio, e noi lo consideriamo una delle possibli rivelazioni della stagione.

YAMAHA, TORNANO I FANTASMI DEL 2017

Test quanto mai tribolati per la casa dei tre diapason, che dopo il campanello d’allarme suonato nella terza giornata dei test malesi qui ha confermato tutte le sue difficoltà. Rossi e Vinales non sono mai apparsi davvero veloci e consistenti, lamentando ancora gli stessi problemi della scorsa stagione, ovvero carenza di grip e di confidenza con la moto Se Rossi è apparso calmo e sicuro di aver individuato nell’elettronica i motivi del ritardo dai rivali, Vinales è sembrato ancora una volta confuso ed incerto.
Uno sprazzo nel corso del secondo giorno, con un buon tempo staccato nel pomeriggio, aveva quasi esaltato lo spagnolo, ripiombato poi nello sconforto all’indomani. La M1 continua a manifestare una inspiegabile incostanza di rendimento, che cambia drasticamente da un giorno all’altro pur in presenza di condizioni tecniche ed ambientali apparentemente identiche.
A fare da contraltare alle difficoltà dei due ufficiali le prestazioni di Johann Zarco con la M1 satellite del team Tech3. Il francese dispone di uno strano cocktail costituito da telaio 2016, motore ed elettronica 2017 e carenatura 2018 con il quale è stato sempre tra i più veloci nelle tre giornate, non perdendo occasione di dichiararsi molto soddisfatto della moto e del materiale a sua disposizione. Forse anche un gioco psicologico per minare le certezze dei due piloti del team ufficiale, cui Zarco non ha mai nascosto di voler puntare.

SUZUKI BENE CON RINS, IANNONE NON CONVINCE

In netto progresso la casa di Hamamatsu che sembra aver intrapreso la via della risalita fin dalle ultime gare dello scorso anno. Non si può fare a meno di notare come i miglioramenti della Suzuki siano andati di pari passo con la maggior confidenza e velocità di Alex Rins, il ragazzo spagnolo che dopo un 2017 travagliato ha preso le misure alla moto ed alla categoria ed ha costantemente migliorato le sue prestazioni sino a risultare costantemente più veloce del caposquadra Iannone.
Il quale dal canto suo continua a lamentare difficoltà di adattamento e di confidenza ma non pare aver individuato un problema specifico su cui lavorare, e questo non è mai un bel segnale. Per l’abruzzese la stagione che va ad iniziare è quanto mai cruciale, dopo un 2017 terribile è atteso ad una svolta importante pena un drastico ridimensionamento delle propri quotazioni.

APRILIA E KTM, TEST DIFFICILI

Tre giornate avare di soddisfazioni per il team veneto e quello austriaco. Aprilia non disponeva ancora del nuovo motore, ed è proprio in quest’area il gap maggiore rispetto ai rivali. Il tracciato di Buriram non è il più adatto ad esaltare le doti ciclistiche della moto di Noale che quindi è attesa ad una verifica in Qatar.
I due piloti hanno provato un nuovo telaio ed una nuova aerodinamica ma i tempi sono sempre rimasti piuttosto alti Discorso simile per Ktm, che forse, da neofita della categoria, soffre maggiormente l’approccio ad un circuito inedito rispetto ai rivali.
Oltretutto il team austriaco lamentava l’assenza del pilota di punta, Pol Espargaro, che si è dovuto sottoporre ad un intervento chirurgico e che ritroveremo in pista a Losail. Bradley Smith ed il collaudatore Mika Kallio hanno comunque portato avanti il lavoro di sviluppo anche se non si sono viste novità eclatanti sulla RC16.

AERODINAMICA, IN VISTA UNA NUOVA REGOLAMENTAZIONE

Per finire, un cenno sull’aerodinamica, settore in cui tutte le case stanno concentrando i loro sforzi. E’ un ambito questo in cui per anni le case hanno lavorato solo cercando la minore resistenza possibile all’aria, con il lavoro in galleria del vento finalizzato alla ricerca della maggiore velocità massima.
Ducati è stata la prima ad invertire la tendenza, e via via tutti gli altri si sono resi conto delle nuove possibilità offerte dai profili aerodinamici.
Il divieto imposto dalla Dorna alle alette applicate si è rivelato un rimedio peggiore del male e norme regolamentari quanto mai fumose hanno dato la stura sd una serie di soluzioni che di fatto aggirano il regolamento stesso.
A questo punto è inevitabile una nuova e più precisa normativa, già anticipata da Corrado Cecchinelli, direttore tecnico di Dorna, e che vedrà la luce quanto prima. Si tratta senza dubbio di un settore interessante e tutto da sviluppare ma certe soluzioni viste a Buriram sono apparse delle vere e proprie forzature che rischiano di snaturare la stessa essenza dell’oggetto motocicletta.

Ammalato di motociclette fin da bambino, inizia la carriera lavorativa come venditore di accessori ed abbigliamento moto presso uno storico negozio milanese. Dopo esperienze professionali maturate in ambiti diversi torna ad operare nel settore automotive presso concessionarie auto e moto, iniziando inoltre a collaborare con siti e blog motociclistici occupandosi principalmente di motorsport. Dal 2017 cura la sezione Motogp e Superbike della testata giornalistica online Motor & Fashion Magazine.

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